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09 Novembre 2010
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ETHIOPIA, Zway
Cinque settimane di Zway, quante emozioni, quante cose sono successe, quante persone abbiamo incontrato, in quante vite ci hanno accolto.
L'impatto è stato molto forte, tutta la povertà, la fame, i bambini vestiti di stracci con la testa ricoperta di croste, la disponibilità ad offrirti tutto ... l'unico pezzo di pane che hanno sono disposti a darlo a te e con il sorriso stampato in faccia.
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La vita in missione scorre veloce, le emozioni si moltiplicano e i rapporti si rafforzano giorno dopo giorno. La ricchezza interiore, la capacità di accogliere delle ragazze ci ha stupiti, sconvolti. Sono belle.. belle sul serio, vere e spontanee, caratteristiche che noi facciamo fatica ad avere.
Con loro le maschere non funzionano, puoi e devi essere veramente te stesso perché i legami si creano in modo spontaneo senza secondi fini. A loro non importa come sei vestito, che cellulare hai o che lavoro fai, a loro importa chi sei, come sei. A volte sembra che con uno sguardo ti leggano dentro, riescono a capire come ti senti. Ti vogliono bene sul serio solo per il fatto che sei lì, che stai con loro.
Quanto noi siamo capaci di fare altrettanto? Quanto per noi è difficile abbracciare anche un amico di lunga data o un genitore?
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Queste persone hanno la capacità di entrare nella tua vita e di stravolgerla, ti fanno riflettere su quanto poveri di emozioni siamo, su quanta difficoltà facciamo ad essere fratelli. E loro, che non hanno niente, invece, in un certo senso hanno tutto ... loro sanno renderti felici. Impiegano il loro tempo a far felici gli altri mettendo al secondo posto se stessi, sanno aprire il loro cuore a te, ti accolgono, ti prestano attenzioni, non si dimenticano di quello che dici ...
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Don Filippo, missionario in Etiopia ci ha chiesto "qual è il posto dove amate di più?" e ci ha fatto capire che dobbiamo camminare alla ricerca del posto nel quale il nostro cuore batte più forte perché lì scopriremo Dio.
Torniamo dall'Etiopia con un cuore nuovo, contento perché ha ricominciato a funzionare.
Lì il cuore in certi momenti sembra che si spacchi in due sotto il peso delle tante emozioni, delle tante domande che affiorano nella testa ... "Perché Dio non aiuti questi fratelli che soffrono la fame?" ... "Perché bambini di 8 mesi lì arrivano a pesare 3kg?"...
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Ed è grazie al gruppo, ai missionari, alla preghiera e ai loro sorrisi che inizi a capire la Sua risposta "io ho creato te. Tu devi sfamarli".
Siamo noi i responsabili dei nostri fratelli.
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