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LIGHT PAINTING,
scrivere con la luce

Cosa fareste se vi dicessi che c’è un modo per trasformare un raggio luminoso in un pennello e l’aria in una tela, permettendovi, nel termine più concreto della parola, di scrivere effettivamente con la luce?

Il Light Painting, letteralmente “scrivere con la luce”, è una tecnica che sfrutta il buio e una qualsiasi fonte di luce per creare delle composizioni luminose con un lungo tempo di posa. Nel corso di una lunga esposizione la pellicola cattura striature ininterrotte come una linea continua di luce che può essere utilizzata per creare segni o simboli.

Questo stile viene utilizzato principalmente nella fotografia notturna per illuminare soggetti altrimenti bui, ma anche nei modi più originali e stravaganti, con soggetti sempre diversi puntando direttamente la luce in camera, creando soggetti unici e irripetibili.
Unico limite, la nostra fantasia.
Se noi utilizzassimo una fonte sufficientemente luminosa in un ambiente con poca luce otterremmo delle immagini di grande impatto visivo, basta veramente poco per creare una foto con il Light Painting:

  • una fotocamera con disponibilità di posa,
  • una stanza buia,
  • una fonte luminosa (come una torcia, un laser o semplicemente un cellulare).

Non esiste una vera e propria tecnica, tutto varia con la volontà del fotografo.

Come nasce:

Nel 1884, il fotografo Thomas Eakins (USA) fotografa un uomo che salta con una lunga esposizione dando il via ad una serie di esperimenti su un ampio tempo di posa.

Qualche anno dopo, Etienne-Jules Marey fu il primo a disegnare inconsapevolmente un immagine con la luce durante lo studio del movimento umano.

La datazione ufficiale per la nascita del Light Painting è nel 1914 quando Frank Ghilberth e sua moglie la utilizzarono in ambito scientifico come “semplificazione del lavoro manuale”. L’esperimento consisteva nell’analizzare gli spostamenti compiuti dagli impiegati nella loro industria manifatturiera utilizzando delle piccole luci e tracciando il loro percorso.

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Anche l’artista ungherese Laszlo Moholy, tra il 1922 e il 1936 inizia ad usare oggetti luci-rifrangenti con l’aggiunta di un ambiente munito di luce naturale contribuendo all’ evoluzione della nuova scoperta fotografica.

Ma, per arrivare al primo utilizzo artistico della “light painting“, dobbiamo attendere fino al 1935 con Man Ray e la sua serie “Space Writing“, che hanno come protagonista una lampada che si trasferisce dalla mano dell’artista nello spazio, descrivendo figure casuali ed immaginarie, da allora vari artisti si sono cimentati in questa interessante tecnica di pittura luminosa.

Tra questi, citiamo Gjon Mili, che sperimentò l’uso dei flash elettronici, attaccando delle luci agli stivali dei pattinatori sul ghiaccio creando delle immagini molto note ancora adesso nella storia di questa, orami famosa, tecnica.

Quest’ ultimo, insieme a Pablo Picasso, diede vita ad una collaborazione realizzando insieme delle vere e proprie forme di LIGHT PAINTING.

Molte di queste foto vennero appese nei primi mesi del 1950 al museo d’arte moderna di New York.

La nostra esperienza:

Anche noi ragazzi del CFP San Marco abbiamo scritto con la luce, cimentandosi nell’arte del light painting. Abbiamo iniziato dividendoci in gruppi da quattro o cinque ragazzi, poi abbiamo oscurato completamente la stanza. Utilizzando la torcia del nostro cellulare e qualche foglietto di carta velina colorato abbiamo dato inizio ad una vera e propria magia, realizzando interamente l’alfabeto e la scala numerica da zero a nove. Tutti gli allievi del corso di fotografia hanno partecipando al progetto sperimentando con le loro mani cosa vuol dire scrivere con la luce.

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Il risultato finale è stato d’avvero stupefacente, in quanto colorato, dinamico e moderno. Abbiamo scoperto che la tecnica è veramente alla portata di tutti, senza nessuna eccezione, nonostante inizialmente sembrasse complessa.

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Anche la procedura stessa è banale se si dispone degli strumenti giusti.

Possiamo forse considerare complicata la parte iniziale di progettazione, ma il resto, in fondo, è puro divertimento!

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