L’editoriale di don Lorenzo Teston, direttore
Il primo giorno di scuola si riconosce dagli zaini ancora mezzi vuoti, con le cerniere che scorrono bene; quelli di stamattina pesavano poco, un astuccio e qualche quaderno intatto.
A luglio due ragazze della nostra scuola, Alessia e Maddalena di quarta ITT, hanno preparato uno zaino diverso. Sono partite per Mahajanga, in Madagascar: venti giorni in un oratorio salesiano dove ogni mattina entrano più di mille bambini. Nelle valigie avevano messo quaderni e palloni da lasciare là. Prima di salire sull’aereo hanno detto una cosa che non ho più dimenticato: «Partiamo pronte a riempire gli zaini di storie da raccontare».
Riempire lo zaino di ciò che non si compra in cartoleria
Ecco l’augurio per l’anno che oggi comincia. Le aule e i laboratori del San Marco servono a questo, cioè a riempire lo zaino di ciò che non si compra in cartoleria: un mestiere che prende forma nelle mani, amicizie che reggono la fatica, un adulto che si fida di te, ed inoltre qualche errore da cui si impara più che da dieci esercizi riusciti.
Tutta la Famiglia salesiana, quest’anno, si è data una consegna: essere «segni del suo amore». Il bene ricevuto passa di mano, come i palloni arrivati a Mahajanga. Don Bosco ripeteva che l’educazione è cosa del cuore, e noi ci crediamo. Qui l’intelligenza sta nelle mani, e le stesse mani che imparano a saldare o a impaginare possono imparare il gesto più difficile, servire qualcuno.
Chi parte e chi arriva
Quest’estate anche don Filippo ha chiuso il suo zaino: dopo sei anni da animatore pastorale è partito per Udine, e dentro ci sono anche i vostri nomi. Lo ringraziamo per il bene seminato in questi cortili. Al suo posto è arrivato don Michele, che troverà ragazzi veri, cioè troverà voi, e sono certo che dopo una settimana gli sembrerà di esserci sempre stato.
Un benvenuto, infine, ai ragazzi delle prime, che oggi cercano ancora l’aula giusta. Tra un mese questa casa sarà anche vostra. E un saluto ai vostri genitori e ai vostri insegnanti, che questo zaino aiutano a portarlo, ogni giorno, senza farsi vedere.
A giugno, quando riporrete lo zaino, vi chiederò se pesa di più. Non per i libri: per le storie. Affidiamo l’anno a Maria Ausiliatrice, che a Cana si accorse per prima di ciò che mancava: ci insegni a fare lo stesso nei nostri cortili.
Buon anno a tutti, e buon cammino.
don Lorenzo, direttore