Di Claudia Cellini
Il punto di forza della scuola è sempre stato quello di essere in movimento. Ci si muove per cercare novità, per trovare equilibrio, per non perdere le occasioni di cambiamento. La riforma degli Istituti Tecnici, annunciata dal MIM più di un anno fa, inizia a prendere forma. Da settembre 2026 il primo anno del percorso Tecnico Tecnologico ed Economico inizia “riformato”. L’ultima riforma di questo tratto di scuola risale al 2010 e forse un po’ di restyling ci voleva!
La sfida di ogni riforma si gioca, a mio parere, sul corretto equilibrio tra il mantenere ciò che di buono è stato fatto, con un occhio rivolto, nel caso di un percorso tecnico, al potenziamento delle nuove competenze professionalizzanti, ma con un’attenzione sempre maggiore all’aspetto educativo ed umano, propri della scuola e dell’insegnamento.
I punti della riforma
Ecco alcuni punti della riforma che portano novità ma anche riflessioni e decisioni collegiali:
- si chiamerà Tecnico Tecnologico-ambientale, mentre rimangono inalterati i nomi dei due indirizzi di studio (Grafica e Comunicazione, Meccatronica articolazione Energia);
- al biennio scompare l’apparente frammentazione delle discipline scientifiche: la norma risolve la questione proponendo Scienze Sperimentali come la “fusione” di Chimica, Fisica, Scienze della Terra e Biologia. Il processo di unificazione dei saperi scientifici è tutta un’altra cosa e prevede una pianificazione dei contenuti e degli approcci metodologici propri di ogni singola materia, e questo processo richiede tempo e scelte contenutistiche che il MIM, finora, non ha pianificato. Il dipartimento scientifico dell’ITT San Marco prende atto delle indicazioni presenti nella norma, ma si riserva una programmazione realmente unitaria dei saperi scientifici, che sono la base imprescindibile per la costruzione di un pensiero rigoroso e tecnico e un approccio sperimentale e laboratoriale importante per entrambi gli indirizzi di studio;
- compaiono già a partire dal primo anno e comunque nel biennio alcune discipline di base e specifiche proprie dell’indirizzo di studi scelto. Gli studenti dell’intera classe affronteranno materie generali e si divideranno in due gruppi per incontrare gli insegnamenti dei due indirizzi scelti. In tale modo la norma cerca di favorire la scelta del percorso di studi perché gli studenti possano essere più consapevoli e guidati. Il collegio dei docenti dell’ITT San Marco, forte dell’esperienza maturata in questi anni di vecchio ordinamento, ritiene fondamentale garantire agli studenti la possibilità di passaggio da un indirizzo di studi all’altro all’interno del biennio, ben consapevole della necessità di tempi e di esperienze di dialogo personali, che portino a maturare realmente una scelta consapevole e definitiva da parte degli adolescenti;
- flessibilità e autonomia della didattica: viene data la possibilità alle scuole di arricchire il proprio curricolo inserendo discipline che potenzino il legame professionale e tecnico con i territori di appartenenza. In virtù di questa possibilità, il collegio dei docenti dell’ITT San Marco proporrà scelte didattiche ed organizzative che arricchiranno le discipline linguistiche, quelle matematico scientifiche, piuttosto che quelle specifiche proprie dei due indirizzi di studio, con l’obiettivo di tendere ad un equilibrato livello culturale, professionale, esperienziale e umano.
La vera ricchezza sono i docenti
Al di là delle norme proposte dal MIM e delle linee guida che usciranno durante tutto l’anno scolastico e che guideranno le scelte dei singoli consigli di classe e del collegio dei docenti, la vera nuova ricchezza per i nostri ragazzi sono i docenti e gli educatori. I ragazzi non vivranno una qualità culturale, tecnologica e umana, se i docenti, “vecchi” e “nuovi”, non si metteranno in gioco quotidianamente trasmettendo la passione, il rigore e l’accoglienza, cardini della mission di ogni insegnante.
A tutti una buona sfida!